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Spreco alimentare: l'innovazione digitale per gestire le eccedenze di cibo

Dalle startup e dalle imprese del mondo digital sta arrivando un aiuto concreto per lo sviluppo e la crescita di nuove forme di innovazione a favore della lotta allo spreco alimentare, ad oggi non più considerabile solo una questione di sensibilità e attenzione all’ambiente, ma diventata ormai una priorità e una nuova opportunità di business.

Il passo più importante per garantire cibo adeguato a tutti è certamente quello di vincere la lotta allo spreco. È inaccettabile dal punto di vista etico, sociale ed economico, che oltre un terzo del cibo prodotto a livello mondiale venga sprecato. Secondo alcune stime, sono milioni le tonnellate di cibo che finiscono per essere buttate e trattate come rifiuti; questo perché spesso certi alimenti non sono completamente e correttamente consumati.

Da questi dati salta subito all’occhio che l’enorme differenza tra chi ha cibo in eccesso e chi non ne ha a sufficienza per sopravvivere deve essere ridotta. Per fare ciò, è necessaria una rivisitazione delle infrastrutture e dei modelli organizzativi, ormai inadeguati a livello di filiera agroalimentare, ma anche una presa di coscienza da parte di chi non considera il cibo con il giusto rispetto e con la giusta attenzione.

Nella fase di produzione, le criticità sono rappresentate dalle metodiche adottate, dagli strumenti e dalle attrezzature per gestire la produzione e dalle competenze nella gestione accurata e precisa delle risorse. Già dal momento del raccolto si potrebbe iniziare a ridurre il rischio di spreco.

Nella fase di trasformazione e distribuzione, i passaggi sui quali bisognerebbe soffermarsi sono legati al trasporto, alla conservazione delle materie prime in attesa della loro lavorazione ed alla lavorazione stessa dei prodotti alimentari. Anche in questa fase, per esigenze commerciali, si perdono prodotti, in quanto non ritenuti adatti per le attitudini di spesa dei consumatori, per ragioni legate all’estetica del prodotto, alla forma o al fatto di non corrispondere a determinati canoni.

cibo deteriorato

I livelli di spreco più importanti però si registrano durante la fase del consumo e sono causati principalmente dai consumatori finali tra le pareti domestiche, ma si originano anche attraverso i canali della ristorazione.

I progetti per contrastare la perdita e lo spreco di cibo si basano su tematiche di innovazione ed evoluzione della filiera agroalimentare; qui entra in gioco il ruolo significativo del digitale, ossia, la conoscenza ottenuta grazie alla raccolta di informazioni direttamente sul campo. Sempre più imprese del terzo settore hanno iniziato a collaborare fra loro per un maggiore impatto a favore della lotta agli sprechi; hanno dato il loro contributo anche la Pubblica Amministrazione e svariati enti pubblici vicini a queste esigenze e tematiche.

Inoltre, le imprese agroalimentari hanno sempre più l’obbiettivo di far crescere la capacità di rispondere a una domanda di sostenibilità ambientale e, per fare ciò, hanno la necessità di innovare i modelli di business grazie anche al ruolo e alla spinta che arriva dalle startup concentrate sul tema sostenibilità. Da queste ultime sono nate applicazioni che permettono a ristoranti e negozi alimentari di vendere il cibo rimasto, pubblicando un’immagine del prodotto e vendendolo al primo cliente che lo vuole acquistare; o addirittura app che consentono ai clienti di fare la spesa direttamente da casa, ricevendo un box di alimenti da un’azienda vicina, risparmiando tempo, evitando costi di imballaggio, spese commerciali e riducendo sprechi di plastica e prodotti.

 

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